5 effetti collaterali dello zenzero da conoscere prima di consumarlo

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Lo zenzero è una delle spezie orientali più apprezzate dalla cucina occidentale, che lo usa per dare una nota piccante ai piatti ma anche un aroma gradevole, caldo e pungente. Il largo uso di questa radice in tutto il mondo, si deve anche al fatto che il suo consumo offre tanti effetti benefici, celebrati dalla medicina ayurvedica e cinese. La spezia infatti assicura tanti benefici per la salute, ma il consumo di troppo zenzero ha degli effetti collaterali.

Non solo la quantità eccessiva è controindicata, ma anche il suo consumo da parte di persone con determinate malattie. In cucina ed in fitoterapia si usa non solo la radice fresca, ma anche la sua polvere essiccata. Inoltre è disponibile in commercio sia cristallizzato sia sotto forma di capsule.

Zenzero: posologia per uso fitoterapico

Come rimedio fitoterapico è bene seguire il corretto dosaggio di zenzero che è pari a 12-13 mg per chilo di peso corporeo. La posologia prevede di solito due somministrazioni a stomaco vuoto. In caso di consumo eccessivo possono infatti sorgere degli effetti collaterali.

Lo zenzero, per le sue numerose proprietà medicinali, si usa per preparare un infuso ed altre tisane salutari con più ingredienti. Ma prima di assumerlo, come spezia o rimedio naturale, è bene prendere in considerazione tutti i suoi effetti collaterali.

Lo zenzero effetti collaterali

Gli effetti collaterali dello zenzero

Si deve precisare che questo rizoma ha la capacità di stimolare la produzione di bile da parte della cistifellea. A causa della sua azione colagoga la radice non è consigliata in caso di calcoli nella cistifellea. È bene poi non eccedere con la quantità. Infatti lo zenzero stimola le secrezioni gastriche ma solo se assunto nelle dosi raccomandate e sicure. Ma la sua azione gastroprotettiva si può alterare se si eccede nel suo consumo. Tra gli effetti contrari può causare bruciore di stomaco ma può anche peggiorare i sintomi tipici del reflusso gastroesofageo. Inoltre lo zenzero contiene tra i suoi principi attivi dei composti chiamati gingerolo e shogaol, che possono causare mutagenicità ossia mutagenesi. Quindi è bene non assumere la spezia nei mesi della gravidanza per non fare correre eventuali rischi al nascituro.

I principi attivi della spezia promuovono un tipo di effetto antitrombotico. Perciò si raccomanda di non assumere la spezia se si seguono delle terapie a base di farmaci anticoagulanti. Il consumo dello zenzero è sconsigliato per i suoi effetti collaterali sulle persone che sono sensibili ai sapori piccanti o che sono allergiche.

In tal caso, la sua assunzione può causare: irritazione, bruciore e prurito a livello del cavo orale. Talvolta, lo zenzero può anche causare formicolio e gonfiore nella mucosa orale.

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