Virus Cina: massima allerta anche a Napoli, pronte 2 stanze d’isolamento al Cotugno

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Virus cinese, in arrivo i test per la diagnosi. Al Cotugno in allerta le stanze ad alto isolamento. In Italia è attiva la rete di sorveglianza che si sovrappone a quella in funzione ogni anno per monitorare l’epidemia influenzale. In Campania il nodo di riferimento è l’azienda dei Colli con il Monaldi e il Cotugno, presidio monospecialistico, quest’ultimo, per le malattie infettive, con i rispettivi super laboratori attrezzati per la tipizzazione dei microrganismi. «Entro pochi giorni – avverte Luigi Atripaldi, dirigente responsabile del laboratorio del Monaldi – dal ministero della Salute arriveranno i kit per la diagnosi precoce del microrganismo su base molecolare. In ogni caso sospetto bisognerà cercare il virus e nel caso di riscontro positivo mettere in atto specifici percorsi per il ricovero in isolamento. Al Cotugno abbiamo due camere a pressione negativa realizzate nel 2003 durante l’allarme per la Sars e poi negli anni adeguate e funzionali anche ad eventuali casi di ebola. Finora – conclude Atripaldi – sono state utilizzate solo in alcuni casi sospetti e per la Tubercolosi. Il genoma del coronavirus cinese è già stato sequenziato dalle autorità sanitarie cinesi che ne hanno poi trasmesso il profilo genetico agli altri Paesi sia per mettere a punto il kit diagnostico sia per lo sviluppo di vaccini. Insieme alla collega Claudia Tiberio, responsabile del laboratorio del Cotugno, rappresentiamo i punti di riferimento in Campania per tutte le aziende sanitarie che necessitano di inviare campioni nei casi sospetti di patologie infettive contagiose e diffusive compreso questo nuovo virus».

La situazione epidemiologica nel nostro paese è intanto monitorata dal ministero della Salute che è in contatto continuo con le autorità sanitarie internazionali. Al momento WHO/OMS ed ECDC (Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie) ritengono la probabilità di introduzione del virus nell’Unione Europea sia moderata. A rischio sono ovviamente gli spostamenti da e per le zone a rischio della Cina e nei luoghi del focolaio. Alle porte c’è il Capodanno cinese Anno del topo che richiamerà nel Paese di origine milioni di individui delle comunità cinesi di mezzo mondo. I rientri stanno a rischio dunque

In ogni caso a partire da domani giovedì 23 gennaio, data in cui è previsto il prossimo volo diretto dalla città di Wuhan all’aeroporto di Roma Fiumicino, il ministero ha predisposto l’attivazione di un canale sanitario con controllo della temperatura attraverso scanner. È prevista anche la compilazione di una scheda che indichi destinazione e percorso dei passeggeri, una volta sbarcati. Anche i vertici dell’azienda dei Colli in Campania domani si incontreranno con i vertici dell’aeroporto internazionale di Capodichino per siglare un’intesa anche se non esistono voli diretti da e per la zona del focolaio epidemico. L’accordo di collaborazione prevede una via preferenziale e diretta di accesso al Cotugno per i pazienti che dai controlli in aeroporto dovessero risultare sospetti o dovessero accusare febbre e altri malesseri. Il coronavirus cinese, al pari dei suoi parenti più stretti (raffreddore, influenza) si manifesta con tosse secca, febbre e una broncopolmonite in alcuni, per fortuna pochi casi, mortale. Solo l’1 o 2 per cento della popolazione ha una prognosi infausta ma visti i grandi numeri della popolazione cinese, ci si prepara a fronteggiare l’emergenza.

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